PROFILO SCIENTIFICO-PROFESSIONALE

Federica Bertoni

Da quasi vent’anni opero nel punto in cui tecnologia, evidenza e diritto s’ incontrano. Sono giurista di formazione, informatico forense, ricercatrice e consulente indipendente. Affianco in particolare avvocati, studi professionali, consulenti, imprese e organizzazioni quando un fatto tecnologico deve essere compreso, verificato e trasformato in una valutazione tecnicamente fondata e difendibile. Il mio lavoro si concentra oggi sulla Strategia della Prova Digitale, sulla Digital Evidence Review, sulla Strategic Cyber Threat Intelligence e sull’AI Risk. Gli strumenti sono cambiati (dalla computer e digital forensics alla mobile forensics, dalla  mobile-cloud forensics fino all’intelligenza artificiale), ma la domanda centrale è rimasta la stessa:
Che cosa possiamo realmente dimostrare sulla base delle evidenze disponibili?
Analizzo provenienza e qualità delle fonti, ricostruisco sequenze temporali, individuo anomalie e lacune, confronto ipotesi alternative e distinguo ciò che è osservabile, ciò che è inferibile, ciò che è tecnicamente plausibile e ciò che è probatoriamente sostenibile. Il tratto distintivo del mio lavoro è collegare dato tecnico, metodo forense, contesto e rilevanza giuridicaComprendere il rischio prima di interpretare l’evidenza. Comprendere l’evidenza prima di trasformarla in una decisione.
UN METODO, NON DUE MESTIERI

Strategia della Prova Digitale e Cyber Threat Intelligence: due direzioni dello stesso metodo

Strategia della Prova Digitale e Strategic Cyber Threat Intelligence non sono, nel mio lavoro, due specializzazioni giustapposte. Sono due applicazioni dello stesso metodo in momenti diversi del problema. La Strategia della Prova Digitale muove prevalentemente dall’evidenza verso la ricostruzione: parte da dispositivi, dati, log, comunicazioni, documenti, acquisizioni e artefatti digitali per stabilirne provenienza, integrità, significato, limiti e rilevanza probatoria. La Strategic Cyber Threat Intelligence muove prevalentemente dal contesto di minaccia verso la decisione: correla fonti, indicatori, attori, infrastrutture, capacità e scenari per comprendere che cosa stia accadendo, quali ipotesi siano maggiormente sostenute dalle informazioni disponibili e quale grado d’incertezza rimanga. Il punto d’incontro è il ragionamento sull’evidenza. In entrambi i casi occorre distinguere dato e interpretazione, correlazione e causalità, indicatore e prova, ipotesi e attribuzione; valutare qualità e provenienza delle fonti; ricostruire sequenze; confrontare spiegazioni alternative ed esplicitare ciò che ancora non sappiamo. Per questo considero Digital Forensics e Cyber Threat Intelligence parti di un medesimo continuum analitico. Nei casi più complessi le due prospettive convergono, ovvero un artefatto tecnico può essere incomprensibile senza il contesto della minaccia; allo stesso modo, un’ipotesi di attribuzione può essere indifendibile senza evidenze tecniche adeguate. È nello spazio tra evento, evidenza, contesto, attribuzione e decisione che si colloca oggi il mio lavoro.
ESPERIENZA INFORMATICO-FORENSE E GIUDIZIARIA SUL CAMPO

Quasi vent’anni tra informatica forense, investigazioni igitali e diritto

Mi occupo di informatica forense e prova digitale dai primi anni Duemila, quando queste discipline erano ancora scarsamente se non affatto strutturate nel panorama professionale italiano. Nel 2008 ho fondato e diretto il Brixia Forensics Institute, nato dal progetto Computer Forensics e diritto alla prova elettronica, selezionato tra i vincitori di un bando di Regione Lombardia dedicato all’innovazione nei servizi alle imprese. Ho operato come consulente tecnica di parte (CTP), CTU, Perito e inizialmente anche come ausiliaria di polizia giudiziaria in procedimenti e investigazioni con una componente digitale che col tempo è diventata protagonista. Sono:
CTU · TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA
n. 522
Categoria Informatica
Specializzazione Analisi dei Sistemi Informativi PERITO · TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA
n. 110
Categoria Ingegneria e relative Specialità PERITI ED ESPERTI · CCIAA BRESCIA
n. 553
Categoria XXIII – Informatica
Sub-categoria 005 – Informatica Forense La sub-categoria “Informatica Forense” del Ruolo dei Periti e degli Esperti della Camera di Commercio di Brescia è stata istituita su mia iniziativa, ra il 2010 e il 2011, con l’obiettivo di attribuire autonoma riconoscibilità a questa specializzazione all’interno del Ruolo camerale, che all’epoca non la contemplava. Ho inoltre conseguito la certificazione CIFI (Certified Information Forensics Investigator) con punteggio pieno 125/125; secondo la documentazione professionale dell’epoca, sono stata la prima donna in Italia a conseguirla.

Tecnologia e controversie: un percorso iniziato prima della Digital forensics contemporanea

Dal 2006 al 2011 ho operato come Conciliatore presso la Camera di Conciliazione e Arbitrato della Camera di Commercio di Brescia, dopo aver superato a pieni voti il relativo esame di abilitazione, occupandomi in particolare di controversie nel settore ICT. Si tratta di un’esperienza importante e coerente con tutto ciò che è venuto nel mentre. Infatti, già allora il problema non consisteva soltanto nel comprendere la tecnologia, ma nel tradurne fatti e implicazioni all’interno di una controversia e contribuire alla sua gestione e risoluzione.

Strategia e capacità di laboratorio

Dal luglio 2026 collaboro professionalmente, su specifici incarichi, con un affermato studio-laboratorio italiano d’ informatica forense, riconosciuto anche all’estero per competenza, esperienza e rigore, non solo metodologico ma anche etico. La collaborazione consente d’ integrare, quando il caso lo richiede, Strategia della Prova Digitale e capacità specialistiche di laboratorio: dalla fase di triage e definizione delle domande tecniche alle attività di acquisizione e analisi, fino alla valutazione e all’interpretazione delle evidenze nel loro contesto investigativo e probatorio. Il mio intervento si concentra in particolare  sullo studio approfondito del caso, sulla definizione della strategia tecnico-probatoria, sulla review delle evidenze digitali e degli elaborati tecnici, sulla ricostruzione, sul confronto delle ipotesi, sull’interpretazione e contestualizzazione dei risultati, sull’OSINT/CTI e sulla produzione tecnico-documentale.
RICERCA, CAMPO E DIMENSIONE INTERNAZIONALE

Ricerca, esperienza internazionale e nuovi scenari di rischio

La mia attività professionale è accompagnata da oltre dieci anni di ricerca e collaborazione scientifica con il mondo universitario. Non considero i due percorsi, cioè quello sul campo e quello accademico, come due mondi separati, anzi. L’esperienza maturata nei casi alimenta le mie domande di ricerca e la ricerca, a sua volta, rende più rigoroso il metodo con cui analizzo evidenze, minacce e scenari complessi. Dal 2017 svolgo attività di ricerca nell’ambito dell’Information Society Law Center (ISLC) dell’Università degli Studi di Milano; dal 2025 accio parte del gruppo Geopolitics, Global Affairs and Human Rights, in continuità con l’estensione della mia ricerca verso cyber-geopolitica, intelligenza artificiale, cybersecurity, disinformazione, sorveglianza tecnologica e diritti fondamentali. Collaboro inoltre da oltre dieci anni con l’Università degli Studi di Brescia, nell’ambito dell’Informatica giuridica, della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali e di attività formative dedicate a cybersecurity, network security e digital transformation. Nel tempo ho portato nell’attività didattica e scientifica temi nati anche dall’esperienza professionale: prova digitale, Digital & Mobile Forensics, investigazioni digitali, captatori informatici, deepfake, AI, cybersecurity e responsabilità giuridica.


Dall’Italia a Dubai: quando la ricerca incontra il rischio reale

Questa progressiva apertura verso AI, cybersecurity e geopolitica mi ha portata, tra il 2025 e il maggio 2026, a sviluppare negli Emirati Arabi Uniti una parte molto importante della mia attività professionale e di ricerca. A Dubai ho fondato Toralya AI Research & Advisory FZCO all’interno dell’AI Center, lavorando su intelligenza artificiale, cyber risk, Web3 e scenari geopolitici. Quell’ esperienza non ha rappresentato una deviazione dal mio precedente percorso nell’informatica forense. Ne ha piuttosto ampliato la portata e la scala di osservazione: dal singolo dispositivo e dalla singola evidenza ai sistemi, alle infrastrutture, agli attori e ai contesti nei quali quelle evidenze vengono prodotte e devono essere interpretate. Durante la mia permanenza, l’escalation del conflitto regionale ha reso questa evoluzione ancora più concreta. Tecnologia, infrastrutture, informazione, cybersecurity, percezione del rischio e comportamento umano hanno cessato di essere soltanto oggetti di studio separati e sono diventati elementi dello stesso ambiente decisionale sotto pressione . È anche in quel contesto che la Strategic Cyber Threat Intelligence ha assunto per me una dimensione ulteriore e cioè quando lo scenario è instabile, il problema non consiste semplicemente nel raccogliere più informazioni. Occorre stabilire quali fonti siano affidabili, quali segnali meritino attenzione, che cosa possa essere verificato, quali inferenze siano sostenibili e quando l’evidenza disponibile sia sufficientemente solida per orientare una decisione. È, su una scala diversa, la stessa disciplina metodologica che applico da anni alla prova digitale. La scelta di rientrare in Italia a seguito dell’escalation di maggio e con il coinvolgimento della direzione dell’AI Center nel conflitto, non ha concluso questa esperienza. Ha modificato il luogo dal quale opero, non il perimetro internazionale del mio lavoro né le relazioni professionali e scientifiche sviluppate negli Emirati. Il rapporto costruito continua a rappresentare parte del mio osservatorio sul rapporto tra intelligenza artificiale, cybersecurity, rischio geopolitico e decisione in condizioni d’ incertezza.

Dall’esperienza alla ricerca

Alcune delle domande maturate in questo percorso stanno oggi diventando nuove linee di ricerca. Una riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale, cybersecurity, vulnerabilità cognitiva e agency umana negli ambienti di conflitto. È in questo ambito che si colloca il manoscritto: Cyber-Cognitive Vulnerability in the Fog of War: Artificial Intelligence, Cybersecurity and Human Agency in Conflict Environments, in lavorazione e che sarà poi sottoposto a double-blind peer review. Questa linea si inserisce in una produzione scientifica che negli ultimi anni ha progressivamente collegato diritto, tecnologia, AI, sicurezza e decisione. Nel 2026 Milano University Press, nella collana Information, Law & Society, ha pubblicato la mia monografia L’impatto dell’intelligenza artificiale sui sistemi di voto elettronico e online nell’epoca delle crisi globali, dedicata all’impatto dell’AI sui sistemi di voto elettronico e online in scenari caratterizzati da crescente instabilità tecnologica e geopolitica (DOI 10.54103/infolawsoc.280). Sono inoltre attualmente impegnata come co-autrice del Trattato Criminalità informatica e Investigazioni digitali, volume collettaneo in preparazione per la medesima collana di Milano University Press. Ricerca, esperienza professionale e osservazione dei contesti reali alimentano quindi lo stesso percorso: comprendere come la tecnologia modifica la produzione dell’evidenza, la percezione del rischio e la qualità delle decisioni.

Contattami

Puoi contattarmi per pareri preventivi, second opinion, supervisione tecnico-forense, dossier OSINT, cyber threat intelligence, analisi di frodi AI, valutazioni Web3 e briefing cyber-geopolitici. Nel primo messaggio indica il contesto, il risultato che ti occorre, i materiali disponibili e l’eventuale scadenza. Questo consente di capire rapidamente se il caso rientra nel mio perimetro e quale formato di intervento sia più adatto: valutazione preliminare, parere, dossier, memo tecnico o collaborazione continuativa.
  • federica.bertoni@federicabertoni.com

Leggo personalmente ogni richiesta e rispondo appena possibile.

Dott.ssa Federica Bertoni – P. I.V.A. 04798340982
Strategic Cyber Threat Intelligence • Ethical OSINT • Digital Evidence Review • AI-enabled Cyber Threats • Web3 Technologies
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Consulenze Italia: iscritta all’Albo dei CTU (n. 522 – Cat. Informatica, Specialià in Analisi dei Sistemi Informativi ) e dei Periti (n. 110 – Cat. Ingegneria e relative Specialità) del Tribunale Ordinario di Brescia
Global Advisory: Federica Bertoni | Licence N. DMCC-994743 | DMCC Licensed Freelancer (Dubai, UAE) – Web3, AI & Crypto Consultant