AI Risk · Cyber Threat Intelligence · Digital Evidence Review
Federica Bertoni
Giurista di formazione, informatico forense, ricercatrice indipendente e Strategic Cyber Intelligence Advisor, ovvero
analista cyber-geopolitica. Lavoro nel punto in cui prova digitale, cybersecurity, intelligenza artificiale e decisioni ad alto rischio s’incontrano.
Integro metodo giuridico, forensic reasoning, Cyber Threat Intelligence, OSINT e AI governance per trasformare dati tecnici, fonti digitali e scenari di minaccia in analisi verificabili, argomentazioni difendibili e supporto decisionale.
Il mio percorso nasce formalmente dall’informatica giuridica e professionalmente dalla digital forensics, in una fase in cui la prova digitale era ancora un territorio tecnico-giuridico inesplorato e poco strutturato, ma già decisivo
per comprendere condotte, responsabilità, sistemi e relazioni. Di certo, sin da giovanissima, provavo una profonda curiosità per l’hacking e la cultura underground digitale.
Per quasi vent’anni ho lavorato nella consulenza informatico-forense in procedimenti penali e civili, affiancando studi legali, professionisti, imprese, organizzazioni economiche e soggetti istituzionali nella lettura corretta, nell’interpretazione
di evidenze digitali, ricostruzioni tecniche, casi di cybersecurity e scenari investigativi complessi.
Nel 2008 ho fondato Brixia Forensics Institute, nato dal progetto pionieristico “Computer Forensics e diritto alla prova elettronica”. Ho operato come consulente tecnica di parte, ausiliaria di
polizia giudiziaria, CTU e Perito presso il Tribunale Ordinario di Brescia, maturando una specializzazione in Digital & Mobile Forensics, analisi di dispositivi
mobili, sistemi di comunicazione, artefatti applicativi, spyware, stalkerware, trojan, captatori informatici e sorveglianza digitale.
Ho conseguito la certificazione CIFI — Certified Information Forensics Investigator con punteggio pieno 125/125.
Nel tempo ho sviluppato un metodo fondato su una domanda semplice solo in apparenza: che cosa possiamo realmente sapere da una traccia digitale? Una
chat, uno screenshot, un log, un backup, un artefatto mobile, un indicatore cyber, un dominio sospetto o un contenuto sintetico non parlano mai da soli. Devono essere selezionati, verificati, contestualizzati, confrontati con ipotesi
alternative e ricondotti a una catena logica documentabile e prima ancora a un solido nesso causale.
Per questo il mio lavoro distingue sempre tra ciò che è osservabile, ciò che è inferibile, ciò che è tecnicamente plausibile e ciò che è probatoriamente sostenibile con una forza tale da resistere adeguatamente in giudizio. Questa
distinzione è centrale nella digital evidence review, nella revisione di relazioni tecniche, nell’analisi critica di CTU e CTP, nella lettura di fascicoli complessi, nella ricostruzione di timeline e nella valutazione della qualità
delle conclusioni.
Il mio obiettivo non è sostituire l’attività forense principale quando opero come revisore o supporto specialistico. È rafforzare la qualità del ragionamento tecnico: individuare criticità, anomalie, salti logici, carenze metodologiche,
bias investigativi, fonti mancanti e punti che richiedono ulteriore verifica.
Accanto all’attività professionale, ho sviluppato un percorso di ricerca, didattica e pubblicazione su informatica giuridica, prova digitale, cybersecurity, deepfake, voto elettronico, disinformazione, cyber surveillance, sovranità
digitale, governance dell’intelligenza artificiale e sicurezza dei processi democratici.
Collaboro con l’Information Society Law Center dell’Università degli Studi di Milano e con cattedre e percorsi universitari di informatica giuridica, criminalità informatica, investigazioni digitali, cybersecurity e digital transformation.
Ho tenuto lezioni, seminari e interventi per università, scuole di specializzazione, ordini professionali, master, conferenze e contesti specialistici.
Le mie pubblicazioni attraversano più di due decenni: contributi in volumi scientifici, articoli peer-reviewed, manuali, rapporti, guide operative e analisi strategiche. Tra i temi trattati figurano deepfake e sicurezza nazionale,
voto elettronico, mobile forensics, zero-day market, cyberviolenza, captatori informatici, e-government, privacy, pubblica amministrazione digitale, intelligenza artificiale e sovranità digitale.
Sono partner della Coalition Against Stalkerware e membro dell’Electronic Frontier Foundation.
La mia attività si concentra oggi sull’intersezione fra AI risk, Cyber Threat Intelligence, OSINT, digital evidence review, cyber-geopolitica e governance della decisione.
Le minacce digitali non sono più soltanto eventi tecnici. Deepfake, frodi AI-enabled, campagne ibride, spyware, manipolazione informativa, vulnerabilità infrastrutturali, asset digitali, sistemi automatizzati e scenari geopolitici
producono effetti che attraversano organizzazioni, reputazione, processi democratici, diritti fondamentali e responsabilità istituzionali.
In questo contesto lavoro sulla qualità dell’evidenza e sulla qualità della decisione: provenienza delle fonti, livelli di confidenza, tracciabilità del ragionamento, validazione umana, limiti dell’automazione, accountability e capacità
di ricostruire ex post perché una certa conclusione sia stata raggiunta.
Il filo conduttore resta costante: rendere la complessità digitale leggibile, verificabile e utilizzabile nei contesti in cui un dato tecnico può diventare prova, rischio, responsabilità o decisione.
Queste sono note biografiche essenziali. Il curriculum scientifico-professionale completo, con elenco integrale di pubblicazioni, docenze, conferenze, incarichi e attività di ricerca, può essere trasmesso su richiesta motivata via
e-mail.
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Puoi contattarmi per pareri preventivi, second opinion, supervisione tecnico-forense, dossier OSINT, cyber threat intelligence, analisi di frodi AI, valutazioni Web3 e briefing cyber-geopolitici.
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Leggo personalmente ogni richiesta e rispondo appena possibile.